Lettera aperta …di Alberto Tomba

 “Oggi è il giorno del mio compleanno e come regalo ho preparato questa lettera che, grazie alla cortesia del giornale che ha accettato di ospitarla, è dedicata a tutti quelli che amano lo sci e la montagna.

Lunedì scorso su un importante quotidiano è uscita una mia intervista con un titolo che non voglio neppure commentare.

Sono stufo. Stufo che tutte le volte che rilascio un’intervista ogni singola parola venga strumentalizzata per creare sterili polemiche.

Con le parole, lo sapete bene, ci ho sempre saputo fare meno che con gli sci, ma i concetti che ho sempre cercato di esprimere sono rivolti alla celebrazione dello sport, dello sci, dei suoi campioni e della montagna.

Ed è qui che dovrebbe scattare il supporto di chi invece con le parole ci sa fare, di chi, invece di puntare l’attenzione sulla battuta di spirito trasformandola in una seria dichiarazione, dovrebbe aiutare noi sportivi a comunicare, a trasmettere messaggi di sport, che inneggiano a valori fondamentali anche e soprattutto nella vita.

La mia lamentela voleva puntare il dito sulle difficoltà che incontrano gli sciatori che approdano alle gare: i viaggi massacranti che li obbligano a percorrere migliaia di chilometri tra una gara e l’altra, o tra fusi orari differenti senza avere il tempo di assorbirne l’impatto; le alzatacce alle cinque di mattina per essere in pista alle sette con gli sci, e a volte anche con qualche paletto, in spalla; la mancanza di un coordinamento che, come fanno alcuni club calcistici, faciliti gli spostamenti verso le piste di allenamento o di gara; la mancanza di tutela sui recuperi di punti dopo gli infortuni, che in questo sport hanno un’incidenza altissima.

Un invito a pensare un po’ più all’esigenze degli atleti, per ottimizzare al massimo la loro prestazione e consentirgli concentrarsi esclusivamente sulla gara ed ambire a grandi risultati.

Io sono stato fortunato: le prime importanti vittorie mi hanno permesso di creare uno staff che curava tutti gli aspetti burocratici ed organizzativi di una vita sospesa tra allenamenti, gare ed eventi promozionali. Ma non per tutti le vittorie arrivano subito e non credo che si debbano aspettare i risultati per favorire gli atleti, anzi, credo proprio il contrario, che si debbano favorire in tutti i modi gli atleti per ottenere i risultati.

Perché non dimenticate che chi si qualifica per la Coppa del Mondo, o ai Mondiali o addirittura ai Giochi Olimpici è già più di un promettente campione, è una risorsa dello Sport Nazionale.

 

Concludo dicendo che sono un uomo di sport prima di tutto. Lo sport che ho scelto mi ha portato ad apprezzare la montagna e la sua cultura, la sincerità di chi la abita, di chi la vive, non senza difficoltà, con grande generosità ed amore.

E sono diventato anch’io parte di questa comunità, di cui condivido la forza e la schiettezza.

 

E con questo ho detto tutto, il freddo è arrivato, la neve pure, buone sciate a tutti.”

Auguro un sereno Natale 2007Alberto Tomba